Conosco Sandra Tafner da tanti decenni, da quando negli anni ’70 – ’80, da “avvocato dei bambini”, cominciavo a scrivere sui loro diritti; e lei scriveva che i miei occhi si illuminavano quando parlavo di questi argomenti. Seguo ora i suoi stimolanti interventi settimanali, pieni di buonsenso e razionalità. Lei stessa, su l’Adige del 6 luglio, ci invita a interpretare il mondo “con buonsenso, il vecchio caro buonsenso che alla fine resta sempre un’ottima guida”. È anche una parola simpatica, che attribuisce saggezza a chi la usa.
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